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Vaccei
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I mwcqVaccei (dal mwcglatino mwcwVaccaei) erano una popolazione dell'antica mwdaIberia, che viveva nel territorio che corrisponde all'attuale mwdqTierra de Campos, tra la mwdgprovincia di León e della mwdwvecchia Castiglia. Il loro territorio era delimitato a sud dal fiume mweaDuero e ad occidente dal mweqPisuerga.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Il dominio cartaginese
Sono menzionati per la prima volta da mwfwTito Livio, quando ci racconta che mwgaAnnibale decise di sottometterli nel mwgq220 a.C.,cite-ref-polibio3-14-1-1-0[1] conquistando prima la città di Hermantica (o mwhwElmantica in mwiaPolibiocite-ref-polibio3-14-1-1-1[1]) e poi mwjqArbocala (o mwjgArbucala secondo Polibio,cite-ref-polibio3-14-1-1-2[1] identificabile forse con la moderna mwkwZamora), dopo un lungo assedio, dove poterono dimostrare tutto il loro valore.cite-ref-polibio3-14-1-1-3[1]cite-ref-2[2] Gli abitanti di mwnaHermantica, in seguito, dopo essersi ricongiunti con il popolo degli mwnqOlcadi (sconfitto da Annibale l'anno precedente), riuscirono a convincere i mwngCarpetani (o mwnwCarpesicite-ref-polibio3-14-2-3-0[3]) a tendere al generale mwpacartaginese una trappola sulla via del ritorno, nei pressi del fiume mwpqTago.cite-ref-4[4] Annibale riuscì, però, a battere i loro eserciti congiunti, composti da ben 100.000 armati (principalmente Carpetani), dopo essere riuscito ad evitare l'imboscata tesagli presso il fiume Tago. In un secondo momento, l'abilità d'Annibale prevalse su questi tre popoli, quando le forze nemiche che lo stavano attraversando per schierarsi in vista dell'imminente battaglia sulla riva opposta, carichi di armi e bagagli, furono pesantemente battuti e sottomessi al dominio cartaginese.cite-ref-5[5]cite-ref-polibio3-14-3-9-6-0[6]
Il dominio romano
L'inizio del dominio romano della penisola iberica ebbe inizio con la mwtqseconda guerra punica. A mwtgPublio Cornelio Scipione padre dell'mwtwAfricano ed al fratello mwuaGneo Cornelio Scipione venne assegnata la Spagna con il resto delle forze: due legioni e le forze degli alleati: 22.000 fanti, 2.000 cavalieri e una sessantina di navi. Il piano prevedeva di colpire Cartagine, ritenuta non del tutto pronta, con un esercito e attaccare Annibale in Spagna cercando l'aiuto delle popolazioni locali.
Vennero inviati ambasciatori in Spagna per cercare l'alleanza delle tribù Celtibere, da anni in lotta contro i cartaginesi. Ma mentre qualche tribù accettò, altre come i mwugVaccei, ricordando il mancato aiuto a mwuwSagunto, rifiutarono di aiutare Roma, rimandando la loro sottomissione di oltre un cinquantennio. Vi è però da aggiungere che nel mwva193-mwvq191 a.C. sarebbe cominciata la sottomissione di alcune delle tribù dei mwvgCeltiberi, tra cui gli mwvwOretani, i mwwaCarpetani, i mwwqVettoni ed i mwwgVaccei da parte dei due governatori Gaio Flaminio e mwwwMarco Fulvio Nobiliore.
Nel mwxq152 a.C., nonostante i successi diplomatici di Marco Claudio Marcello (le città celtibere ribelli di mwxgNertobriga e mwxwOcilis si riconciliano con Roma) scoppiò un secondo conflitto con le popolazioni mwyaceltibere. La rivolta in mwyqLusitania riprese ad assorbire uomini e risorse, mentre nell'alta valle del mwygDuero il popolo dei Vaccei, di probabile origine celta, iniziò a dare i primo segni di inquietudine. Accampatosi alle porte di mwywNumanzia, il generale romano venne a patti con gli mwzaArevaci che vivevano nella regione circostante. Tali patti, che in pratica prevedono il pagamento di una modesta indennità di guerra a Roma e il ripristino degli accordi del mwzq179 a.C. saranno successivamente stipulati anche con i mwzgLusoni, i Belli, i Titti e le altre tribù celtibere (mwzw151 a.C.). La pace raggiunta permise a mwaaLucio Licinio Lucullo e mwaqPublio Cornelio Scipione Emiliano, successori di Marco Claudio Marcello, di scatenare una guerra preventiva nel paese dei Vaccei, conquistando le città di Cauca e mwawIntercatia e saccheggiando sistematicamente le campagne e le piccole borgate agricole.
Una decina d'anni più tardi (nel mwbq139 a.C.) mwbgMarco Popilio Lenate, che aveva preso il posto di Quinto Pompeo, saccheggiò nuovamente le terre dei Vaccei e della tribù celtibera dei Lusoni. Ma un nuovo tentativo di impossessarsi di Numanzia da parte del generale romano mwbwGaio Ostilio Mancino, nel mwca137 a.C., si infranse contro la resistenza della popolazione della città. Nei successivi due anni il fronte celtibero rimase relativamente tranquillo, mentre Roma fu impegnata nella definitiva pacificazione della Lusitania (mwcq136 a.C.) e nelle interminabili lotte contro i Vaccei (mwcg135 a.C.). Con la definitiva liquidazione della prima e più importante sacca di resistenza, la Celtiberia fu oramai quasi interamente accerchiata dal suo poderoso avversario latino.
Nel mwda134 a.C. fu richiamato in mwdqHispania mwdgPublio Cornelio Scipione Emiliano, console per la seconda volta, nonostante non fossero ancora passati i dieci anni prescritti dalla normativa romana per poter essere nuovamente eleggibile. Lo accompagnano mwdwGaio Mario, allora ventitreenne, il principe numida mweaGiugurta e il massimo storico del tempo, il greco mweqPolibio, consigliere e amico personale del vincitore di mwegCartagine. Scipione Emiliano si rende conto che Numanzia rappresenta il perno del sistema difensivo arevaco e più in generale celtibero, e andava espugnata con tutte le forze disponibili. Devastato, come i suoi predecessori, il paese dei Vaccei ne distrusse i raccolti per timore che potessero essere utilizzati per rifornire i Celtiberi e in autunno cinse d'assedio la città numantina. Dopo quasi un anno di strenua resistenza, assurta fin da allora a una dimensione quasi miticacite-ref-7[7], con la popolazione falcidiata dall'inedia e dalle infermità, Numanzia capitolò, e con essa la ribellione arevaca e delle altre popolazioni insorte, compresi i mwfwVaccei (mwga133 a.C.). La terza ed ultima mwgqguerra celtibera era definitivamente terminata e potendo così Roma imporre la sua signoria sulla massima parte della penisola iberica.
Note
cite-note-77. ↑ Lo stesso mwsgPublio Cornelio Scipione Emiliano venne da allora, a ricordo della leggendaria impresa, soprannominato mwswNumantino
Bibliografia
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